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RAMIRO LOPEZ DIAZ: ITALIA? PERCHE’ NO…

Lunga intervista con il mister ex Marca, Luparense e Real Rieti pronto al ritorno in Italia.

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Salve mister, come considera la sua esperienza in Spagna?

L’esperienza in Spagna è stata davvero positiva, ho seguito il settore giovanile di calcio a 11 e di calcio a 5 della società Ejido, mischiando gli allenamenti e le competizioni dei due sport. La crescita è stata evidente dal momento che parte del vivaio che seguivo ora fa parte delle rappresentative dai 6 ai 18 anni dell’ Andalucia. Credo di aver fatto dei passi importanti sul cambiamento di mentalità cercando di sottolineare l’importanza di unire i due sport per una crescita completa del calciatore. 

Tornerebbe ad allenare in Italia?

La mentalità e la qualità che ci sono in Italia e in Spagna rispecchiano le maniera con cui io intendo lavorare in questo meraviglioso sport. Il calcio a 5 è cresciuto in maniera radicale e può continuare a crescere grazie alla globalizzazione e all’informazione. In Italia sono stato davvero bene, tornerei ad allenarci per un progetto serio. Chi è interessato può prendere contatti con questo portale.

Ha qualche rimpianto degli anni trascorsi in Italia?

Assolutamente nessun rimpianto. In Italia ho conosciuto gente meravigliosa che mi ha supportato nel lavoro e credo, con molta sincerità, di aver aiutato nella crescita squadre come la Luparense e la Marca. E’ stato emozionante essere accolto in queste piazze nella maniera ottimale anche quando sono stato un “rivale”. A Quartu la stagione fu compromessa da un crollo economico ma è rimasto un grande rapporto umano con la società, a Rieti ho condiviso con il Presidente Pietropaoli, a cui sono legato da stima, la passione per questo sport.

Ci spiega il suo modo di intendere il calcio: moduli, allenamenti e mentalità?

Credo che una società che voglia esprimersi ad alti livelli non può legarsi ad un solo modello di gioco, l’analisi e lo studio sul rivale è migliorato per cui risulta sempre difficile l’effetto sorpresa. E’ importante capire quale sistema di gioco può far più “male” alla squadra avversaria e quindi l’allenatore deve dotare la propria squadra di variabilità tattica. Il lavoro facile è più semplice e da risultati nel breve tempo, il lavoro complesso è più complicato ma un giorno può consegnarti una corazzata.

Come si trasmette a una squadra la mentalità vincente?

Credo che ci sono tante formule, la verità assoluta non esiste in questo sport. In passato la differenza la faceva l’informazione, adesso in questo mondo globale dove tutti possono avere la stessa informazione la differenza la fa il trattamento personale dell’informazione.  Ai ragazzi spiego che ogni giorno è importante per lavorare e studiare, solo così si arriva a risultati importanti, e allo stesso modo ogni componente della società ha il suo ruolo prezioso da svolgere e portare a termine in maniera ottimale.

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