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PEDRO GUERRA:”IL MIO FUTURO DOVE C’E’ PROGRAMMAZIONE”

PEDRO GUERRA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao Pedro sei stato un pilastro della Reggiana C5, quali sono state le partite decisive?

Credo che abbiamo fatto bene in quasi tutte le partite principalmente contro le “big” (New Team, Sestu, Cagliari), purtroppo abbiamo perso alcuni punti contro avversari più alla nostra portata e questo ci ha penalizzato; con qualche punto in più potevamo ambire ai playoff. Nonostante questo è stata una stagione abbastanza positiva, abbiamo raggiunto gli obbiettivi della società che erano la salvezza e far crescere i giovani inculcandogli la giusta metodologia di allenamento.

Reggiana, Napoli, Marcianise sono state tappe fondamentali per la tua crescita professionale?

Sicuramente si, nei prime due anni in Italia ho trovato a Marcianise una grande società e persone per bene che mi hanno dato la possibilità di fare il mio lavoro con molta serenità, ho avuto la fortuna di giocare con regolarità e questo ha contribuito nella mia crescita professionale. Con il Napoli ho disputato un ottimo campionato di serie A contro gente che l’anno dopo ha vinto il Campionato Europeo, li ho imparato molto con i giocatori più esperti a curare i minimi dettagli e a preparare una partita nel modo completo. L’esperienza in A è stata fondamentale per la mia carriera, oggi potrei tornare a giocare nella massima serie con molte più conoscenze. Per finire ho sposato il progetto Reggiana con il “compito”, insieme ai compagni più esperti, di far crescere i giovani ed è una conseguenza che quando devi “insegnare” impari tante altre cose. Per me è stato una bellissima stagione di squadra e personale, molto produttiva, dove mi sono confrontato con il girone nord di serie A2, ho visto un modo molto diverso di giocare se paragonato al girone sud.

Vieni da una delle migliori scuole Futsal brasiliane. Cosa manca in Italia per avvicinarsi a quel modello?

Sono due scuole diverse nel modo di insegnare il gioco, in Brasile si gioca molto sul fisico qui in Italia invece si gioca di più, sia di squadra sia 1 X 1. In Brasile, credo, c’è ancora maggiore professionalità dalla parte delle società, in Italia purtroppo ogni anno vediamo delle situazioni allarmanti e spesso gestite in modo non corretto. Penso che le società dovrebbero stare sempre con i piedi per terra e non fare il passo più lungo della gamba, cosi facendo si riesce a portare avanti una programmazione seria. La maggiore differenza con il Brasile forse è proprio questa; in Brasile si pensa a lungo termine, in Italia molti pensano anno dopo anno.

Che progetto ti potrebbe affascinare per la prossima stagione?

Vorrei fare parte di una società che pensi al presente ma anche ad un domani, una società che abbia voglia di crescere e che punti in alto. So perfettamente che in Italia le cose non vanno come dovrebbero economicamente ma so anche che ci sono tante società che vogliono fare bene e mi auguro di trovare, con l’aiuto di Pagano Gaetano, la giusta sistemazione per poter fare quello che so fare meglio…

 

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