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MISTER MONSIGNORI:”CERCO NUOVE SFIDE”

monsignori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salve mister Monsignori, come consideri la sua ultima esperienza con il Foligno Calcio a 5?

Con Foligno intesa come città e con il Foligno calcio a 5 è stata una bella storia d'amore durata 3 anni; 3 anni in cui abbiamo raggiunto insieme alla società e ai giocatori gli obbiettivi che ci eravamo prefissati. Per la prima volta nella storia dei falchetti infatti siamo riusciti ad alzare al cielo la coppa umbra, abbiamo vinto i play off di c1 regionali e nazionali battendo in finale una squadra laziale (mai una squadra umbra è riuscita in questa impresa) e ci siamo guadagnati una storica serie B; l'anno successivo l'abbiamo difesa sfiorando i play off e portando al Palapaternesi i primi giocatori brasiliani della storia del club del presidente Ortenzi. Direi tre anni fantastici, poi ci siamo resi conto che si era chiuso un ciclo, e con amarezza, ma con il massimo rispetto e la consapevolezza di aver raggiunto grandi traguardi insieme, ci siamo lasciati.

Il tuo curriculum è ricco di stagioni emozionanti, quale ricordi con più nostalgia?

Ho ricordi indelebili di tutte le squadre che ho allenato a cominciare dal Montebello femminile al Perugia under 21, fino ad arrivare al Perugia prima squadra dove in A1 abbiamo raggiunto i quarti di finale dei play off scudetto eliminati dalla Luparense che poi sarebbe diventata Campione d'Italia; non posso certo dimenticare i 2 anni stupendi vissuti a Spoleto dove siamo riusciti a vincere una Coppa Italia e a centrare la vittoria dei play off di A2 con una storica promozione in serie A. Ma credo che la mia stagione migliore sia stata il secondo anno alla guida della Maran Spoleto in serie A1. In pochi hanno compreso quell'annata straordinaria, condotta con una squadra di quasi tutti debuttanti per la categoria. I ragazzi in quell'anno andarono oltre le loro possibilità giocando un ottimo calcio a 5, buttando ogni partita il cuore oltre i propri limiti; purtroppo alla fine il fatto di non poter giocare le partite in casa a Spoleto, i troppi pareggi insieme ad un record incredibile di pali colpiti ci condannarono ad una amara retrocessione, ma nessuno potrà mai togliermi dalla testa che insieme ai miei collaboratori creammo una squadra che era molto di più della somma dei valori dei singoli giocatori, era insieme l'esaltazione delle loro caratteristiche e la sintesi delle idee di due anni di lavoro, il valore aggiunto di un gruppo straordinario!

C'è qualche scelta che non rifaresti? Hai qualche rimpianto?

Fare l'allenatore significa prendere decisioni e fare scelte ogni giorno; pensare dopo a quello che si è fatto non serve a molto, l'importante a mio parere è ponderare prima e lavorare con coerenza nel rispetto delle proprie idee e questo è quello che ho sempre cercato di fare. Al capitolo rimpianti però non posso non mettere la mia esperienza alla Cogianco Genzano. Non sono riuscito in quell'occasione a portare a termine il mio lavoro, ad incidere con le mie idee in un ambiente fantastico ma complicato, e su un presidente fuori dagli schemi ma certamente un valore aggiunto come Carlo Giannini. Probabilmente la mia colpa è stata quella di non essere riuscito a calarmi e a capire profondamente l'atmosfera che si respirava intorno alla società… Mi sarebbe piaciuto anche tornare a Spoleto con Nazzareno D'Atanasio e devo ammettere che ho sempre pensato che un giorno sarei tornato a lavorare con lui, almeno fino a qualche tempo fa…

Ci spieghi il tuo modo di intendere il calcio a 5: moduli, allenamenti e mentalità…

Il mio calcio a 5 è la sintesi di tutte le mie esperienze: ho avuto la fortuna di lavorare come secondo allenatore con 2 maestri della panchina come Ronconi e Colini dai quali ho imparato molto, ho avuto la possibilità di sperimentare e sviluppare le conoscenze acquisite e le mie idee in tutte le categorie dalla seria A alla C. Ho costruito nel tempo una idea di calcio a 5 nella quale la mia squadra sappia interpretare la fase di possesso sia attraverso l'uso di un pivot di riferimento che con un 4- 0 di grande movimento alla continua ricerca della creazione e occupazione degli spazi; solitamente mi piace difendere con una difesa individuale adattata che reputo un compromesso pratico e funzionale rispetto alla difesa individuale integrale di origine baskettistica (Fulvio colini docet) e alla zona aggressiva e volta alla esasperata riconquista e ripartenza di Ronconiana memoria (tanto per citare le 2 figure che hanno inciso di più sulla mia formazione). Ma la chiave di volta delle mie squadre, il fulcro della mia idea di calcio a 5 è la ricerca costante dell'equilibrio in tutte le fasi del gioco! Per quanto riguarda la preparazione mi piace utilizzare quanto più possibile la palla, anche se spesso i miei atleti mi rimproverano che la utilizzo come scusa per farli lavorare molto! In ogni caso credo che la migliore qualità di un allenatore sia cercare di mettere i proprio giocatori nella condizione migliore per potersi esprimere e questo è quello che cerco di fare adattando le mie idee alle loro caratteristiche! Ribadisco di essere un integralista solo nella ricerca dell'equilibrio!

È arrivato il momento di tornare in panca, quale progetto potrebbe interessarti?

Per motivi personali negli ultimi anni non ho potuto lasciare l'Umbria essendo legato a Perugia da impegni quotidiani, per cui giocoforza ho potuto prendere in considerazione solo panchine che gravitassero in zone limitrofe. Adesso ho anche la possibilità di nuovo di potermi muovere liberamente e mi piacerebbe confrontarmi con nuove sfide! Stimoli e motivazione non mi mancano, cerco un progetto e una società con la quale condividere la mia passione e le mie ambizioni.

 

 

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