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MARCO VACCA: “14 FORMAZIONI IN SERIE A”

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Presidente Marco Vacca come consideri la stagione appena terminata del Cagliari Futsal? C'è qualche rimpianto?

Rimpianto no, non direi,la società ad inizio anno ha programmato con il tecnico un posto tra le prime cinque e l’ ingresso in final eight, obiettivi centrati. Ovvio quando le posizioni in classifica sono così vicine, rimane il dispiacere di qualche punto perso per distrazione che una squadra esperta come la nostra avrebbe potuto evitare ma farebbe il pari con altrettanti punti arrivati nonostante i meriti dei nostri avversari. Soddisfatti, abbiamo aggiunto al nostro già ricco bagaglio altre esperienze positive.

Ci saranno alcuni stravolgimenti significativi sulla squadra? Puoi darci qualche anticipazione sullo staff tecnico?

Ci saranno, ovviamente, delle modifiche al roster ed al quadro tecnico in generale, che si resti in A2 o che ci sia lo spazio per un eventuale ripescaggio. Le modifiche sono necessarie anche perché bisogna avere il coraggio di disegnare un progetto figlio del momento storico del paese con un occhio attento al bilancio, per proseguire quel percorso di moralizzazione e di correttezza verso se stessi ed i propri tesserati. I voli pindarici sotto il sole del’austerità che stiamo vivendo, rischiano di rallentare il volo anche a chi si presenta con ali, in partenza, possenti…..in 24 anni abbiamo raccolto molti gabbiani che si accingevano ad attraversare il mediterraneo…..

Nuova stagione, nuova rosa, nuove emozioni. Sarà serie A oppure A2?

Sicuramente nuova stagione, nuove emozioni, nuova rosa, per il momento queste sono le nostre certezze. La categoria dipenderà da come i vertici federali intenderanno progettare la nuova stagione ed ovviamente da quante squadre avremo avanti a noi nelle eventuali domande di ripescaggio. Una serie A a 12 squadre non credo la voglia nessuno, noi no di sicuro, pronto sin da ora a chiedere di farne parte se si dovesse proporre una seria A a 14 squadre ed i motivi per allargare a 14 sodalizi la massima serie sono tantissimi e tutti molto chiari. Nessuno, delle aventi diritto, credo voglia un altro campionato simile a quello dello scorso anno. Portare oggi a 14 formazioni il massimo campionato vorrebbe dire avere almeno 6 squadre provenienti dalla A2, avvicinando sensibilmente la forbice tra i due campionati e consentendo quindi a tutte di poter giocare in un torneo equilibrato per gli obiettivi che ognuno si porrà (chi la salvezza, chi un posto in final eight chi nei play off) e tutto questo senza avere l’ obbligo di presentarsi ai nastri di partenza con formazioni che spesso le neo promosse non si possono economicamente permettere, tanto che a metà anno sollevano bandiera bianca ed arrivano in porto solo per inerzia ben sapendo che questo gli costerà abbandonare il circuito Nazionale o alla peggio il ritiro da ogni categoria. La strada per la salvezza non può che essere questa.

Come sta cambiando la serie A e il calcio a 5 in generale? Come giudichi l'operato della federazione calcio a 5?

Stà cercando di scimmiottare il parente ricco senza averne ne le risorse economiche né i mezzi per attivare l’interesse dei media a tutto tondo che consentono un buon ritorno di immagine e rendere vendibile un ottimo prodotto, conosciuto solo da chi frequenta il nostro circuito… Viviamo ancora sotto l’ ombra del calcio e chi non vive a stretto contatto con la nostra disciplina la chiama ancora “Calcetto” e la cosa mi fa enormemente incazzare…. Un po’ come chiamare il Basket, Pallacesto…. Ma torniamo alla domanda iniziale, come sta cambiando… non sta cambiando mentre il mondo intorno a noi è cambiato e di parecchio, le aziende chiudono, i ragazzi non hanno opportunità di lavoro, le famiglia faticano ad arrivare a fine mese, l’economia del nostro paese è cambiata…. invece il futsal nostrano no!! Non cambia… questo è grave, non riuscire ad adeguarsi al mondo che cambia potrebbe avere effetti devastanti sul nostro futuro, molte aziende hanno fatto la loro fortuna cavalcando la crisi, un esempio è Ryan Air che propone prezzi da tram per andare in Aereo moltiplicando il numero dei suoi clienti in modo esponenziale ogni giorno. Ma non è l’ unico esempio, penso al colosso Ikea, piuttosto che ai gestori della telefonia che propongono tariffe ogni giorno più vantaggiose aumentando sempre di più i loro fatturati. Per restare nel nostro mondo, non mi sembra che la società che ha investito di più abbia portato a casa tutti i premi in palio, anzi…. E se poi vogliamo verificare quanto abbiano speso le due società finaliste ci renderemo conto che sicuramente sono sotto la media se pur con quadro tecnico di tutto rispetto. Insomma creare un maggior interesse, e per una nazione campione d’ Europa nel futsal dovrebbe essere anche un obbligo, nella disciplina, aumentare il numero di squadre in A1 per aumentare la competitività in basso e creare motivazioni per i ripescaggi. Questo darebbe a cascata l’ opportunità di fare salire le formazioni migliori della A2 creando maggiori stimoli alle squadre che normalmente gravitano al centro della classifica e che si vedrebbero favorite per la prossima stagione senza eccedere negli investimenti e creando quell’ effetto trascinamento per far salire in A2 gli indecisi che si troverebbero a disputare un campionato decisamente più abbordabile per le loro potenzialità economiche e tecniche… discorso complesso ma con una logica semplice. La Federazione dal canto suo, con l’insediamento del nuovo consiglio era partita con il vento in poppa portando a raggiungimento vecchie battaglie (premi di preparazione, tesseramento di atleti provenienti dal calcio a parametro zero, aumento del numero dei formati in Italia nell’elenco gara etc..) ma ora quel coraggio di rinnovare sembra si sia fermato ed eccoci di nuovo con un Consiglio Federale conservatore ed ottuso che non ha il coraggio di ascoltare la base che chiede a gran voce queste riforme e che non si rende conto che i Campionati sono possibili non tanto grazie alle presunte grandi (al max ce ne sono quattro per categoria) ma grazie a quelle che vengono considerate piccole ( l’80% delle società iscritte ai campionati) le più solide economicamente parlando, oltre che le più anziane… Molte di quelle presunte grandi oggi non ci sono più e quest’anno proprio nei campionati di vertice potrebbero sparire come nebbia al sole altre società che, come Pindaro, speravano di sorvolare il tetto della serie A con le ali di cera…. Ma l’ inverno non dure 10 mesi… Detto questo non voglio imputare alla Federazione colpe che non ha, ma bene farebbe a riunire i presidenti delle varie categorie per analizzare le varie problematiche e dar modo alla base di proporre alla stessa Divisione gli argomenti da mettere in cantiere per creare un nuovo ciclo più vicino alle esigenze dei sodalizi e delle difficoltà del momento.

Città di Sestu in serie A, cosa significa per la regione Sardegna avere una o più squadre in massima serie?

La Sardegna dimostra sempre di più l’ interesse verso questa disciplina, segno evidente che le società hanno ben lavorato sul territorio e i risultati ci danno ragione, nel femminile il Sinnai è tra le formazioni più quotate d ‘Italia sempre ai vertici dalla A1, la nostra società ormai ha quasi 25 anni di vita nel Futsal e i cugini del Sestu vengono da risultati più che lusinghieri avendo conseguito in pratica 3 promozioni consecutive ed una Coppa Italia di B lo scorso anno. Più che per la Sardegna, credo che la presenza di una Isolana sia di prestigio al massimo campionato e se le condizioni lo permetteranno bisseremo la presenza di questa magica terra sul pianeta Futsal di vertice…

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