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LAPUENTE: “LAVORIAMO SUI GIOVANI”

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Mister Willy raccontaci il tuo percorso sportivo. Dove le gioie più grandi? Dove le emozioni più forti?

Ho iniziato allenando il femminile a Saragozza, collezionandoo grandi vittorie con l’under 15 e under 18, sono stato campione nazionale per due anni con la rappresentativa Aragonesa di under 18. Nel 2004 ho allenato la serie A femminile al Faticos Zaragozza piazzandomi al quarto posto, la gioia più grande è stata giocare la Coppa di Spagna con quattro giocatici under 15. Sono passato quindi al maschile con il Pinseque in A2 e abbiamo vinto il campionato con l’under 18, poi in serie B con il Friesa Formentera e ancora in serie A femminile con il Kupsa Logroño e con il Natudelia Zaragoza. La mia prima esperienza in Italia, piena di emozioni è stata alla Virtus Monopoli in serie B, per poi allenare lo Scafati Santa Maria e l’Orange Passion. Ora alleno l’ Ita Salandra nel femminile, ho ancora negli occhi la gioia del pubblico dopo la “remuntada” ai danni dello Sporteam.

Alleni il maschile e il femminile. Quali le differenze?

Il confronto con il maschile è più duro e diretto; è fondamentale il continuo confronto, le ragazze invece sono più disciplinate e testarde, seguono l’allenatore e sono sempre pronte a migliorare. L’esperienza che ho maturato nel calcio a 5 femminile è stata indispensabile per la mia crescita professionale.  

Come si ottiene il rispetto dai giocatori/giocatrici? Come si inculca la mentalità vincente?

Il rispetto lo si ottiene con la sincerità, lavorando con umiltà e con passione. L’allenatore non deve essere il protagonista ma deve essere bravo a gestire il giocatore. E’ un lavoro che cresce giorno dopo giorno, nel rispetto dell’intero gruppo.

La mentalità vincente si allena durante la settimana, spiegando ai giocatori che viene il gruppo prima di tutto. Un vincente pensa prima alle dinamiche del gruppo, a lavorare con serietà e ambizione, ad analizzare gli errori dopo una sconfitta. La sconfitta non ha un padre, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.

Come sta cambiando il calcio a 5 in Italia? Quali le differenze maggiori con la Spagna?

L’Italia ora sta affrontando i problemi legati alla crisi economica per questo bisogna puntare forte sui settori giovanili, bisogna investire sui giovani e su allenatori preparati che possano insegnare il gioco del calcio a 5. In Spagna si è iniziato così. Bisogna entrare nell’ottica che non basta un corso di poche settimane per formare un allenatore, bisogna continuare ad aggiornarsi e studiare per raggiungere dei buoni livelli di preparazione.    

Dove sarà il futuro di Mister Lapuente?

Continuerei il mio percorso di crescita  nel femminile o in serie B – A2 maschile. Aprirei le porte anche al mercato Asiatico, Russo e Francese… Pagano sei avvisato (hahah).

Ci tengo a ringraziare le persone che hanno creduto nelle mie potenzialità; in primis Vittorio Nuvoletta, Francesco Lippolis e il presidente Laterza del Virtus Monopoli che hanno favorito il mio arrivo in Italia. Un ringraziamento a Stefano Salviati che considero un dirigente top. Ho lavorato con lui e nonostante delle diverse opinioni che con il tempo abbiamo chiarito credo sia giusto dire pubblicamente che è un esempio per il Calcio a 5 Italiano. Un saluto a tutti, amici e nemici.

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