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FRATELLI SUARIA: “NOI E IL CALCIO A 5…”

INTERVISTA DOPPIA AI FRATELLI-FUTSAL MAURIZIO E GIANNI SUARIA

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MAURIZIO SUARIA                                                          GIANNI SUARIA

 

Tanti anni di onorata carriera, come è nata la passione per il Calcio a 5?

Gianni: Sono molto amico con Guido D'Angelantonio, ex presidente del Pescara, eravamo compagni di banco in prima elementare e mi invitava sempre ad assistere alle partite del Pescara; andai a vedere la prima e mi sono innamorato subito di questa disciplina.

Maurizio: Colpa di mio fratello Gianni che insistette per farmi vedere Ponzio Pescara- Augusta, a me che conoscevo solo il calcio a 11. Fu una partita drammatica per la Ponzio, la prima in serie A, perse 8 a 1 (non dovrei sbagliarmi..), ma mi innamorai di questo sport che ti regala ogni volta 40 minuti effettivi di adrenalina pura e diventai dirigente della Ponzio Pescara.

La stagione che vi ha regalato più emozioni? Quella che invece vi ha dato qualche delusione?

Gianni: Il primo anno del Pescara in serie A, girammo a 7 punti, ma nel girone di ritorno demmo spettacolo ed andammo ai play off, quando era un campionato vero e raggiungerli non era per nulla facile. Poi  la promozione in A2 con l' Adriatica Pescara, li' veramente compimmo un piccolo miracolo, seguita però dalla delusione l'anno dopo con la retrocessione dovuta anche ai gravi infortuni che colpirono alcuni uomini cardine della squadra.

Maurizio: La stagione più esaltante fu proprio quella, perché  in corso d'opera con qualche ritocco importante la squadra si salvò nonostante un inizio disastroso, disputò i play off e superò anche il primo turno, dopo aver perso in casa contro il Napoli per 4 a 2 ed andando a vincere in trasferta per 8 a 4. La stagione più deludente è stata nel campionato di A2 con l'Adriatica Pescara, non abbiamo mai avuto la sensazione di poterci salvare. Però la gioia IMMENSA me l'hanno data l'anno scorso gli Juniores dell'Acqua e Sapone che hanno conquistato lo scudetto con una squadra composta da soli giovani locali, un'emozione che non potrò mai dimenticare.

Come sta cambiando la serie A e il calcio a 5 in generale?

Gianni: Il livello in serie A è sceso notevolmente ed è aumentata la componente fisica, anche nelle altre serie vedo un notevole abbassamento della tecnica a favore di una maggiore fisicità.

Maurizio: Il calcio a 5 risente della crisi economica nazionale e della mancanza di sponsor affidabili, purtroppo manca una programmazione seria ed assistiamo ogni anno a situazioni di società che si arrendono dopo pochi mesi, mettendo nei guai gli addetti ai lavori e falsando i campionati

Cosa si può fare per migliorare questa disciplina?

Gianni: Scuola calcio e tutte le categorie giovanili lavorando su gruppi della stessa età per portarli in blocco sino agli allievi,  se un ragazzo di 17-18 anni è bravo bisogna avere il coraggio di farlo giocare. Abolirei l'under 21 perché  a quella età devi essere già un giocatore da prima squadra.

Maurizio: Per prima cosa il calcio a 5 deve avere una Lega indipendente, deve cercare collaborazioni con testate televisive importanti, deve isolare quei personaggi ambigui che gravitano in questo mondo e che tutti conosciamo, deve evitare che, puntualmente, chi vince il campionato di serie A2 non si iscrive o si ritira dopo pochi mesi, deve domandarsi come mai nessuna squadra negli ultimi anni ha fatto domanda di ripescaggio in Serie A, come mai quest'anno c'erano solo 10 squadre diventate 9 dopo il girone di andata. Le cose da fare sono molte, ma le soluzioni ci sono, basta essere convinti di poter fare qualcosa per migliorare questo sport bellissimo.

Obiettivi futuri?

Gianni: Ho avuto una bella esperienza nel femminile con l' AZ Gold Women, devo decidere se rimanere o accettare una delle tre proposte che ho per il prossimo anno.

Maurizio: Dopo qualche mese di "ferie" sto guardandomi intorno, ho ricevuto una proposta gratificante da una società importante di calcio a 11 ed un paio di calcio a 5. Ma io, scusate l'immodestia, mi ritengo un professionista ed accetterò solo una proposta valida e gratificante moralmente, anche se dovesse venire da una squadra di serie D, perché non sono le categorie che qualificano gli uomini, ma il contrario.

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